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  • di Redazione

Coronavirus. Rio (Demoskopika): "Il turismo ha bisogno di aiuto"


«Sento costantemente la richiesta di aiuto di numerosi operatori turistici, la loro difficoltà ma anche la loro ferma convinzione a non mollare, a salvare la stagione turistica. È per questo che, a distanza di giorni, continuo a ritenere l’istituzione di un’unità anticrisi regionale come la soluzione percorribile più immediata per fronteggiare le conseguenze economiche del Coronavirus in Calabria». A rilanciare la proposta è il presidente dell’Istituto Demoskopika, Raffaele Rio.

«Gli effetti della “paura da contagio” sul turismo regionale – dichiara Raffaele Rio – sono già evidenti soprattutto dopo lo stop alle gite scolastiche e dopo i “consigli di viaggio” di numerosi Paesi a evitare l’Italia o a prendere mille precauzioni al rientro dal nostro Paese.

Gli effetti della “paura da contagio” sul turismo regionale sono già evidenti.

È per questo che mi appello al senso di responsabilità di tutti, dalle istituzioni regionali alle associazioni di categoria. Non è il tempo di divisioni, di atteggiamenti distruttivi né, tantomeno, di prese di posizione autoreferenziali. Il turismo calabrese ha bisogno, mai come oggi, di concretezza e di azioni consapevoli. È sufficiente analizzare soltanto i dati di arrivi e spesa turistica generati da alcuni Paesi in Calabria per disporre di un quadro prospettico di ciò che potrebbe accadere al sistema turistico regionale se la situazione dovesse prolungarsi anche nei mesi successivi. E così, secondo gli ultimi dati desumibili dal sito del Ministero degli esteri in continuo aggiornamento, - precisa il presidente di Demoskopika - tra i Paesi che hanno diffuso avvisi di allerta o di restrizione nei confronti dei viaggi in Italia, ci sono anche molte aree determinanti per il comparto turistico regionale, aree che rappresentano ben il 60 per cento degli arrivi in Calabria generando circa il 40 per cento della spesa turistica. Nel dettaglio – precisa il presidente di Demoskopika – figurano dieci realtà (Germania, Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Slovacchia, Russia, Spagna, Brasile e Cina) che, nell’ultimo anno disponibile, hanno prodotto poco meno di 200 mila arrivi generando una spesa stimata pari a 75 milioni di euro».

«Senza voler fare alcun allarmismo, ma attivandosi, al contrario, positivamente per ridurre il peso della paura - prosegue Raffaele Rio – sarebbe utile istituire, in tempi brevi, un’unità di crisi con l’obiettivo di attuare, in condivisione con le parti sociali, un piano di interventi per 100 milioni di euro con copertura finanziaria da recuperare, anche e non solo, da una riprogrammazione di una parte delle “risorse liberate” in dotazione all’Ente regione.

Sarebbe utile istituire, in tempi brevi, un’unità di crisi con l’obiettivo di attuare, in condivisione con le parti sociali, un piano di interventi per 100 milioni di euro.

L’unità anticrisi potrebbe, nel concreto, monitorare costantemente l’andamento dei flussi turistici in regione per misurare e comprendere i motivi di una eventuale contrazione; regolamentare modalità, requisiti, tipologia e tempi del sostegno economico; incentivare una rete di incontri con i maggiori tour operator attivi nell’attività di incoming; chiarire intenzioni e programmi dei principali vettori e, infine, - conclude Raffaele Rio - progettare una incisiva campagna di promozione del made in Calabria prioritariamente nelle aree a “maggior rischio” ».

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